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La dualità onda-particella, l’esperimento della doppia fenditura
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IeM Group Il mondo dell’infinitamente piccolo è ancora per noi poco compreso e poco conosciuto, perché mosso da differenti leggi da quelle che siamo abituati ad osservare, ad occhio nudo, giorno dopo giorno. Scendendo ad analizzare particelle subatomiche, come ad esempio fotoni ed elettroni, stiamo aprendo la strada verso una conoscenza totalmente rivoluzionaria, ma allo stesso tempo ancora poco comprensibile e a volte contraddittoria.

Una particolarità, tra le tante, può essere il comportamento di tali particelle, che può essere, nel contempo, determinato da una natura corpuscolare oppure ondulatoria. La stessa particella può agire, dunque, come se fosse un minuscolo corpo oppure come se fosse una forma d’onda. Il tutto ovviamente è aldilà di quanto viene studiato ed affermato per la fisica classica, che ne spiega la natura e i movimenti del mondo “macroscopico”, ma di questo se ne parlava già dal 1800, dove si studiò in modo più approfondito il comportamento della luce. Thomas Young, nel 1801, dimostrò il comportamento ondulatorio della luce con un semplice esperimento (denominato esperimento di Young): una fonte di luce veniva posta di fronte a una barriera opaca con due fenditure parallele, in modo da “scomporre” la sorgente luminosa in due differenti sorgenti, e si notò, che su una lastra fotografica posta dopo la barriera, la luce si imprimeva per l'appunto come se fosse un’onda, creando dunque strisce verticali luminose (dove la luce si imprimeva) alternate da strisce opache (dove la luce non illuminava la zona), questo fenomeno era generato dalla somma delle onde nate delle due sorgenti generate dalle due fenditure, fenomeno conosciuto anche come interferenza. Se la sorgente fosse stata un corpo solido, come ad esempio se avessimo lanciato palle da tennis contro le due fenditure, è semplice immaginare come si sarebbe evoluto l’esperimento, avremmo notato che sulla lastra l’impronte del contatto si sarebbero generate in verticale solo su due strisce ben definite, e corrispondenti alle due fenditure, non su più bande alternate.

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